Extra: "Vitelli senza campanaccio"

Tre i fortunati (Io, Ele, tigre) che, mercoledì scorso, hanno avuto la possibilità di guardare al  cinema un altro straordinario film di Federico Fellini: "I Vitelloni", 1953.
Da vedere, di corsa, veloce, veloce, perché sembra proprio che dal mare stia arrivando una tempesta di quelle serie; è ventosissima la Rimini (in realtà le spiagge sono di  Ostia) che ci consegna il regista, si respira di "Sapore di sale", di ombrelloni e  sdraio riportati dentro le cabine, di salsedine, di cielo grigio e sabbia butterata  dalla pioggia. Sarebbe ora di rimettersi un po' in ordine, di mettere i vestiti seri  ed affrontare il centro città; ma qualcuno rimane...non se ne vuole proprio andare.
Uno su tutti Alberto (Sordi da incorniciare), festaiolo e mammone, che alla sorella  dice "Hai fatto piangere la mamma!", scoppiando in lacrime; poi c'è Fausto (Franco  Fabrizi astutissimo) che mente così bene alla mogliettina gettatagli da una cicogna,  che quasi ci crede anche lui, Fausto che è morboso con l'altro sesso, non guarda in  faccia nessuno, non fa né calcoli, né attenzione.
Poi c'è Moraldo che sembra quello più maturo ma in realtà c'è dentro fino al collo, o comunque vorrebbe esserci: quasi quasi invidia la spensieratezza ad occhi chiusi dell'allegra brigata. Lo sceneggiatore Leopoldo, cercando il copione giusto, trova soltanto la copia di sé stesso, raggrinzita e confusa...
Eh sì, anche qui, come in "Accattone", di lavorare proprio non se ne parla...anzi chi  lo fa è bersaglio di scherni e risa.
Quindi festini da festa delle medie con negli occhi la bella biondona o la media  bionda, ad ognuno il suo.
Ma in cielo sempre nuvoloni a forma di malinconia, c'è qualcosa che avvilisce; è la  mancanza di stimoli, apatia, l'ansia di chi tasta che le monete per il juke-box stanno  per finire. Forse il divertimento a tutti i costi non è sempre una scelta consapevole; forse, seppur controvoglia (o meno), è il caso di sforzarsi di salire su quel treno...
(depa)

2 commenti:

  1. sono mancato anche alla proiezione se "I vitelloni" ma almeno questa casella l'avevo già riempita qualche anno fa! Ma ci rendiamo conto che in quasi ogni editoriale ormai il metro di confronto è diventato "Accattone"?!
    "I vitelloni" come anche altri film del Maestro (Amarcord) lo sento un pò mio..la campagna, le case coloniche disperse fra i campi coltivati, appena fuori dalla città..il divertimento a tutti i costi, l'apatia e la malinconia che portano quelle strade vuote alla sera..beh..che dire..ci sono stato dentro fino al collo fino a qualche anno fa...e come dice uno stornello romagnolo di Casadei:

    romagna e sangiovese,
    è festa nel mio cuore,
    quest'aria di paese
    ci invita a far l'amore,
    la briscola e il tresette
    si gioca all'osteria,
    e col bicchiere in mano,
    si brinda all'allegria,
    ma quando vien la notte
    romagnola,
    la mia morosa è bella e campagnola,
    m'invita a far l'amore,
    amor senza pretese,
    evviva
    la romagna,
    evviva il sangiovese

    zam zam
    ciao
    Albert d'Aporty

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  2. flaiano (che è leopoldo) è fellini , fellini è rota e rota è flaiano-

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