Extra: la febbre ce la fai venire tu, Charles!

In sala Uander, lunedì scorso: "La febbre dell'oro" di Charles Chaplin (1925).
Uscito 4 anni dopo "Il monello".
Meraviglia, ragazzi un altro 30 e lode.
Io ed Elena abbiamo assistito al capolavoro della messa in scena dei sentimenti.   Ma non solo,  Chaplin in questo film ha anche dato prova della sua creatività, ponendosi e raggiungendo  clamorosamente l'obiettivo di stupire lo spettatore. Ah, giusto: lui il film l'ha fatto nel '25,  io l'ho visto quasi cent'anni dopo...

Extra: che tempi, Charles...

"Tempi Moderni" di Charlie Chaplin, 1936.
Uscito ben 15 anni dopo "Il Monello", questo film assume sempre più le sembianze dell'oracolo, ma Delfi qui non c'entra: qui abbiamo a che fare con un artista a tutto tondo, che muove gli ingranaggi della propria testa, senza rimanervici incastrato. Chaplin riflette e mette su video le proprie intuizioni; che siano farina del suo sacco, o frutto di letture di alcune pubblicazioni socialiste ed operaie, non è rilevante. Buttando sulla pellicola fornisce già una propria rielaborazione, una nuova interpretazione. Ed il risultato che ci consegna è un'analisi esatta quanto cinica.

Non ci resta che piangere



Incontro XXV:
Siamo ormai giunti alla venticinquesima ‘rofumata e, appunto per dimostrare il nostro attaccamento e organizzazione, alle 21 eravamo ancora con bocca piena e bicchiere di vino in mano, senza neanche un’idea sul film da guardare di lì a poco. La serata è molto particolare, c’è anche Zippino, special guest, e dopo una lunga spulciatura tra oltre trecento film, la maggioranza, sospinta dal sottoscritto, propende per un film leggero, che faccia ridere, un film comico. Non ci sarebbe stata una serata migliore per "Non ci resta che piangere". Film del 1985 , solo per completezza, lo sanno anche i muri, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi.

Extra: appunto...Tra le nuvole

Terzo film di Jason Reitman (2008). Belli i titoli inziali con suggestive panoramiche aeree. Ho visto in questo film i medesimi difetti del suo fratello "Juno". Cerco di spiegarmi in poche righe. Qui, invece del "problema che può capitare a tutti", il film ci racconta una nuova professione che alcuni americani sono costretti ad esercitare, il "tagliatore di teste", cioè il licenziatore; assunto da società che non hanno nemmeno il tempo di dire "Fuori" ai propri dipendenti. Quindi qualcosa di più originale? In effetti i dettagli della storia sono nuovi, ma il vero coraggio di un regista non è palesato da questi, ma dal filtro con cui vengono dipinti sullo schermo. E in questo Reitner mi sembra un gran fifone.

Extra: Zena

Qualche settimana fa io ed Elena abbiamo guardato "Genova" di Michael Winterbottom, 2008. Sottotitolo: "Un  luogo per ricominciare".
Scopriamo tutto sul tavolo: è un film inconsistente, con la trama più labile.
Però....
...però c'è Genova, la mia città.
C'è Zena vista dall'alto, i caruggi in cui sono nato e vivo. Ci sono i muri che ho guardato per anni, le  scritte dopo le quali svolto a sinistra per andare al forno a prendere focaccia, latte o sigarette per mia madre  (MS, Gauloise blu, Pall Mall blu, Benson blu...), o le bagasce appassite solamente fuori che mi chiedono qualcosa,  pur sapendo da 20 anni la risposta.

Rocco e i suoi fratelli

Cine insieme n° XXIV:
Edizione speciale. Causa sciopero del direttore. Mai successo.
Dopo svariati rinvii a causa di limiti temporali, finalmente siamo riusciti a guardare "Rocco e i suoi fratelli". Film del 1960 diretto da Luchino Visconti. Per i meno sensibili, l’elemento che salta per primo agli occhi è la durata, due ore e cinquanta minuti (fatte bene). Sala Sbargioff è gremita come non mai, addirittura c'è gente ammucchiata sui letti, WOW. Si assapora una bellissima atmosfera, ancor più esaltata quando, nelle prime scene, sullo schermo appare la copertura della stazione di Milano centrale, proprio lì a pochi passi da noi. Emozioni che solo sala Sbargioff può offrire (senz’offesa).

Extra: Caos Calmo

Caos Calmo, di Antonello Grimaldi, 2008.
Ciao 'rofum, questo film ce lo siamo sparato io ed Elena qualche settimana fa; non sarà un extra fresco  fresco ma voglio comunque riportare qui alcune riflessioni che feci.
Settimo film del cinquantenne regista sassarese, ripropone mio avviso, la fotografia già abusata dai film di  Muccino & Co.; se saprà ritagliarsi un angolo di cinema proprio lo vedremo.

Extra: Giù la testa

La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza,  con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza. Mao Tze Tung.
Con questa premessa inizia "Giù la testa"; come si dice dalle mie parti metto le mani avanti per non cadere all’indietro. Il film è di Sergio Leone, altro super regista rappresentativo del cinema italiano. Fulcro e colonna portante del nostro Partenone cinematografico, anzi di più. Il Cinerofum non può esimersi dal dedicargli una serata. Il suo film più rappresentativo è C’era una volta in America, considerato da molti il più bel film di tutta la storia del cinema. Ragazzi, che aspettiamo???

Extra: Meglio a di-Juno...

Juno, di tal Reitman, 2007.
Film bocciato, anzi dai, rimandato. Il regista è un canadese del '77 che, tutto sommato, può far strada con la camera; la sceneggiatrice, Diablo Cody, è un'ex spogliarellista americana di 30 anni che, mi sa, ha fatto strada in camera; l'attrice protagonista (Ellen Page), è una ventenne connazionale del regista, molto graziosa... Insomma le premesse non sono delle migliori.

Il monello

Appuntamento XXIII:
Ieri sera al Cinerofum, in sala Uander, grande cena trentina: succulenti (vero Tigre?) canederli, wurstel malati e speck sopraffino...grazie Ele. Poi, per la XIII serata, new entry: Elio da Bitonto (ualiò!), grande acquisto.
Allora, carichissimi, parte la proiezione di "La regola del gioco" di Jean Renoir, 1939. Il film parte con un effetto fruscio molto...affascinante e la storia comincia senza farsi capire; ma ecco che, piano pia....


Dicevamo, "Il monello" di Charlie Chaplin, 1921. Questo è il film più datato che abbiamo mai accolto nel nostro 'rofum.

Quién sabe?

Serata XXII:
Per il XXII° incontro, sala Sbargioff con i soliti cinque: i due Albert, Tigre, io ed Elena. Tutti carichi per "Rocco e i suoi..." ma no, niente, troppo tardi e troppo lungo; cambio programma: ci spariamo un più tranquillo western all'italiana, "Quién Sabe?" di Damiano Damiani, 1966, film a cui sono affezionato per averlo visto nel mitico post-capodanno 2008, con una super combriccola a casa di Barabba.
Tranquillo si fa per dire: le emozioni sono tante ed il trasporto dello spettatore è inevitabile!
Lo testimonia il fatto che la Ele, a metà, lo ha apprezzato così tanto da dedicargli una ronfata da 'zZz' sopra la testa...vabbè; forse ero io il più entusiasta, però tutti hanno apprezzato.