Extra: appunto...Tra le nuvole

Terzo film di Jason Reitman (2008). Belli i titoli inziali con suggestive panoramiche aeree. Ho visto in questo film i medesimi difetti del suo fratello "Juno". Cerco di spiegarmi in poche righe. Qui, invece del "problema che può capitare a tutti", il film ci racconta una nuova professione che alcuni americani sono costretti ad esercitare, il "tagliatore di teste", cioè il licenziatore; assunto da società che non hanno nemmeno il tempo di dire "Fuori" ai propri dipendenti. Quindi qualcosa di più originale? In effetti i dettagli della storia sono nuovi, ma il vero coraggio di un regista non è palesato da questi, ma dal filtro con cui vengono dipinti sullo schermo. E in questo Reitner mi sembra un gran fifone.
Lo schema è lo stesso di Juno: ti racconto una storia in cui ti aspetti che alla fine ed invece...
Ok Jason, ma tutto il film è permeato dal messaggio che sta dietro al finale prevedibile, banale, quel finale che cambi repentinamente nelle ultime scene; il tuo è un gioco tanto semplice quanto inutile. Non c'è aromonia nello svolgimento, non conduci per mano lo spettatore verso un possbile stupore.
Semmai, al contrario, crei confusione nello spettatore; io spesso mi sono chiesto "Ma dove vuole andare a parare?".
Comunque questo "Tra le nuvole" mi ha irritato meno di Juno poichè, volente o nolente, la sua morale il regista la dà sempre, ma almeno questa storia è, per costruzione, meno "importante" di un aborto, in quanto campata per aria...
(depa)

4 commenti:

  1. Non so come il nostro direttore sia riuscito trovare le giuste parole per comentare questo film, che sinceramente stona un pò nella lista che si può apprezzare qui a fianco. L'ho visto anche io poco tempo fa. Commedia insignificante, leggea, utile solo se vista in inglese per cercare di impararlo.

    ciao
    Alberto

    RispondiElimina
  2. Questo film può essere solo visto in un minimo di 4 persone e obbligatoriamente abbastanza allegre...per dire che è uno di quei classici film che puoi vedere la domenica, dopo un sabato da urlo, così da non sforzare troppo il cervello. Il film tenta di raccontare la vita di un mestiere complicato ma... lo fa male, come ogni classica americanata con George Clooney.

    RispondiElimina
  3. Mah ... non concordo, il regista a mio avviso fa un bel lavoro, riprende un america che assomiglia a tutto il mondo occidentale... una cosa abbastanza vera ma che non ti rende per forza u.s.a. La scelta delle location e dei colori mi paiono conformi ad una nuova borghesia non più ricca..solo che si accontenta delle monodosi di cibo fornite sugli aerei. Appare evidente che il tema del film sia sopratutto l'osservazione che è quando si creano delle relazioni che il meccanismo s'inceppa e ci si rende conto che sfrecciare sopra le nuvole è come stare fermi... tema vero..magari sviscerato in un episodio relativamente corto.. un ora e mezza di movie. Ovviamente accattivante la professione che danno al protagonista sopratutto per contestualizzarlo nel periodo di crisi che avvolge i nuovi Fantozzi del nuovo secolo... comunque magari non un capolavoro ma sicuramente manco così brutto come lo avete raccontato.

    RispondiElimina