The cameraman

Parole LXV:
Allora, faccio un lungo e respiro e inizio. Ieri sera, sala Uander, serata che rimarrà nella storia del Cinerofum. Più importante del solito, quindi, la lista dei presenti: io, Lelena, Albert Monzy, Paolino e, gran ritorno, il Tigre. Fa il suo maestoso ingresso nelle nostre serate un omuncolo texano dalla faccia triste, per alcuni "Stone Face", classe 1895...Signore e Signori: Joseph Frank Keaton, per tutti "Buster". Il film con cui ha fatto letteralmente esplodere la sala, dopo 67 soli minuti di cinema emozionante, è "The cameraman", del 1928.

Extra: in odor di cinema.


Ciao a tutti, l'altro ieri io ed Elena abbiamo deciso di guardare un film che consegnasse: a me un'altra prova della grande coppia Dino Risi / Vittorio Gassman, a lei un'altra versione, quella originale, di un film con Al Pacino che vide un po' di tempo fa...
"Profumo di donna", del 1974.

L'enfant

Recensione LXIV:
Cinerofum esiliato dalla sala Uander per la prima serata del festival di San Remo. Quale disfatta. Ma con quale orgoglio, a testa alta, i tre ragazzi (Depa e i due Albert) si sono riuniti, come carbonari, in sala Blauzer, per portare avanti, imperterriti, la propria missione, figlia di passione e celluloide! Ritornano nelle nostre sale, come hanno fatto solo pochi altri, i fratelli Dardenne; dopo "Rosetta", ci porgono un'altra Palma d'Oro, datata 2005: "L'enfant".

Extra: Notte Americana

Ciao Cinerofum (mi sembra di parlare da solo...), ieri sera uscita solitaria, freddo e nebbia ovunque, solo una sala cinematografica può scaldare a fondo (beh oddio, anche la Gradinata...), figurarsi una sala che proietta un film culto di François Truffaut, del 1973. Mi precipito.
Il film che mi terrà compagnia è "La nuit américaine", tradotto in italiano con "Effetto notte", del 1973. Dopo circa una decina di film, il regista parigino ci vuole raccontare un po' di quello che c'è dietro: dietro alla cinepresa, dietro le scenografie, dietro alla sua opera e al cinema, in tutti i sensi.

Il mattatore

Riflessione LXIII:
In sala Uander poca roba...ma buona: Io, Elena ed Albert Aporty (che rischia di sorpassare il buon Taigher in assiduità...io la butto lì). Dopo un quarto d'ora accademico di Germania-Italia (in cui, pur giocando bene, riusciamo a prenderne uno), scatta la scelta del film. Dopo essere passati davanti alla porta di molti maestri della Settima, è una in particolare ad aver solleticato la nostra attenzione, sulla targa "Dino Risi": classe 1916, è di Milano ed il suo "Il sorpasso" lo conosciamo a mena dito, capolavoro di frizzante drammaticità. Innamorati del binomio Risi/Gassman scegliamo di elevarlo all'ennesima potenza: stasera "Il mattatore", 1959.
Film che mette in mostra tutta l'abilità dell'attore di Struppa, classe 1922. Ma non solo.

Rosetta

Considerazioni LXII:
Sala Uander ancora priva della nostra colonnona portante sepinese, ma noi non molliamo: io, Ele e Albert Aporty inossidabili. Un'altra volta premiata la nostra costanza. Che bel film questo "Rosetta" dei due fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne! Secondo lungometraggio dei due registi (molta esperienza documentaristica "socialmente impegnata" alle spalle), vince la Palma d'Oro nel 1999. Per realizzazione e contenuti, ne consiglio la visione senza indugio.

Jules e Jim

Recensione LXI:
Per il 61° appuntamento, in sala Uander, è presente anche l'altrà metà di Albert Aporty, Michela, bentornata. E non è vero che, quando ci sei anche tu, scoppia un casino e ci tocca guardare "La corazzata Potemkin" (magari!)...ne sia prova il fatto che, per l'occasione, torna al Cinerofum uno dei nostri maestri preferiti, François Truffaut, con un film entrato nella storia: "Jules e Jim", del 1962. La vera novità è l'assenza del Taigher, eh vabbè, supereremo anche questa.

Extra:FILM DA NON FARE/VEDERE

"The Tourist" del "grandissimo" regista Florian Henckel von Donnersmarck è, a mio parere, uno dei film più brutti che abbia mai visto in tutta la mia esistenza. Incredbile il senso di vuoto, di nulla, a cui lo spettatore è costretto ad assistere.