Extra: Bianca fumata di Moretti

Prime impressioni a caldo sull'ultimo film del regista di Brunico, Nanni Moretti: "Habemus Papam".
Più positive che negative. Moretti riesce, come spesso succede, a far sorridere e pensare. Nelle scene a cui prende parte, lo spettatore non può rimanere impassibile alla sua mimica ed al ritmo delle sue battute, incalzanti ed acute (più o meno velate)...
...Sempre in grado di sfornare scatch che diverranno tormentoni per cinefili (accanto ai sempreverdi tratti da "Ecce Bombo", "Palombella Rossa" e così via...). Non fidatevi delle critiche snobistiche, in sala, coperti dal buio, la gente si sganascia (un po' come "quello là"...che, a sentire in giro, non l'ha votato nessuno...sì, sì, si è eletto da solo: gabibbi e codardi!).
In questa sua nuova sfornata, che parte da un'idea molto originale (casualmente simile a quella del recentissimo "Il discorso del re", che sancisce, quasi ufficialmente, quanto valga oggi un Oscar...) ed affascinante, Moretti ci porta a riflettere su noi stessi ed i nostri limiti. Il tema religioso, nel senso più alto del termine, non deve e non può essere mescolato alle due ore che si passano in compagnia di questo "Habemus Papam"; mi è parso piuttosto un pretesto per rendere ancora più accattivante l'evolversi della storia, senza però addentrarsi troppo in quel campo minato. Non per ultimo, provate a pensare a quale cassa di risonanza possa avere uno dei pochissimi film che narra le intime vicende del pontefice. Due volte abile, quindi.
Senza voler anticipare troppo, perché ha ragione chi dice che questo film non deve essere in alcun modo "anticipato" nei suoi particolari, sottolineo qui la prova del protagonista Michel Piccoli (alzarsi , prego) che, nel suo vagare per la città eterna, riesce a toccare corde avizzite da tempo; davvero commovente e credibile.
Chiaramente il film può risultare superficiale a chi ha la pretesa di vedere la luce divina emanarsi da qualche metro di pellicola, ma questo è un film, intrattiene, diverte e, ripeto, qualche spunto di riflessione lo comporta.
Complice l'aura di sacralità che, intrinsecamente, scaturisce da tutta la vicenda, anche la regia risulta molto suggestiva.
Il finale lascia l'amaro in bocca ad un pubblico, di cui faccio parte, abituato più a lamentarsi dei finali scontati, che ad apprezzare quelli non conformi all'abitudine. Si ha la sensazione che Moretti, accorgendosi di aver confezionato un pacchetto sin troppo curato e delicato, si sia quasi spaventato, lasciandolo cadere a terra (come se si fosse scottato). Ma, in effetti, per dare un senso a tutta questa storia di umanità, umiltà e, quindi, di presa di coscienza di sé, non poteva andare a finire altrimenti. Perché non è vero che l'eroe, quello reale, di tutti i giorni, non ha mai paura. Voto: 7
(depa)

ps: ma perché tutte queste questioni attorno a questo film? Di cosa deve parlare un film di Moretti?, per non scatenare querelle, di rane e mascarpone?

1 commento:

  1. Sabato sera a Milano in solitaria. Che fare se non dedicarmi alla mia passione preferita? Anche per non rimanere troppo indietro con il C.Rofum, vado al cinema. Anteo, Spettacolo notturno. Con mia grande sorpresa, la sala è piena per metà. Forse è merito della propaganda che Habemus Papam sta avendo grazie alla partecipazione al Fesival di Cannes. Il film mi è molto piaciuto, confermo quanto già detto dal Depa, cioè il pubblico in sala ride e si diverte alle battute di Moretti, puntuali e taglienti.De vedere assolutamente. Voto 8+.

    RispondiElimina