Benni stuprato

Bella serata da Migno in sala Vecchia, filmone dei fratelli Dardenne e poi? E poi arriva un filmaccio che usurpa a pieno merito il celebre slogan fantozziano. Questo "Bar Sport" è davvero...inguardabile. E pensare che il soggetto era un piccolo goiellino italiano! Quell'omonimo libricino made in Stefano Benni che può sempre regalare qualche ora d'ottima svagata lettura...

Monicelli "new style" ci va ancora giù pesante

Dopo che ieri sera ho visto questo film, mi è chiarissimo che al maestro Mario Monicelli, uomo di inizio secolo, la società degli anni novanta non convinceva proprio. Ben sette anni prima del recentemente visto e recensito "Panni sporchi", anch'esso un film di denuncia nei confronti di una società (e un sistema) "malata", nel 1992 uscì nelle sale "Parenti serpenti", pellicola attraverso la quale il regista di Viareggio indagò (senza mezze misure) le problematiche famigliari di quei tempi, alle volte origine dei problemi della società tutta, altre volte specchio di essi.

Le "streghe" di Dreyer

Eccoci. Dopo quanto, due anni, tre? Quanto tempo è passato dal primo incontro del Cinerofum, sala Blauzer se non erro, col regista danese Carl Theodor Dreyer? Quella sera (ora ricordo, Aprile 2011) crollammo tutti (anche se la Ele smentisce), ma di ciò scriverò un'altra volta; qui è il momento di chiedere scusa al regista che nacque e morì nella città della Sirenetta e di raccontare del suo celebre "Dies Irae", del 1944. In piena Danimarca occupata, lo sguardo rassegnato della giovane "strega" protagonista, dinanzi all'inevitabile rogo, nasconde un grido di suprema indignazione.

News: Bergman che sorride!

Ueila! Eccolo, il Bergman che non ti aspetti. Cavolo, il regista svedese, che al massimo abbiamo visto guardarsi indietro con un sorriso malinconico, ricordandosi di un posticino dove crescevano dolci frutti, in questo "Sorrisi di una notte d'estate", del 1956, è sorpreso addirittura nell'atto di sganasciarsi, con un certo aplomb, questo sicuro (è pur sempre un accademico della Settima!), circondato da visi femminili maliziosi e in quello di lasciar spazio a tutto il proprio cinismo represso.

Bergman disse: state a letto!

"Svensk Filmindustri". "Regi Ingmar Bergman". Ed agli appassionati in sala Alda Merini scappa una sorrisetto soddisfatto. Eccoli lì i marchi inconfondibili. Questa volta è il turno de "La fontana della vergine", del 1960, film con cui il regista svedese ci raccontò, ancora una volta, un (suo?) atroce dubbio religioso...

Il Terribile stupendo espressionismo retorico

Russia 1547, inizia l'epopea degli zar. In quell'anno, infatti, il sedicenne Ivan IV si autoproclamò "cesare", intenzionato a rendere eterno il proprio regno ("Terza Roma"); ma perseguitato dai demoni della sua giovinezza e perennemente sotto il tiro dei molteplici nemici, giustificò il lento declinare della traduzione del termine Groznyj con cui venne conosciuto nel mondo occidentale: da "tonante", "minaccioso" a "Terribile". Quasi 400 anni dopo, il maestro espressionista russo Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn, ingabbiato dalla retorica stalinista, ci pose davanti questa potente opera artistica che è anche un importante documento storico: "Ivan Il Terribile - Parte I".

Charlot fa irruzione sul grande schermo

Chi bazzica il Cinerofum sa della mia grande ammirazione per Charlie Chaplin e del percorso che ho fatto per approfondire la conoscenza di questo genio immortale della settima arte. Tuttavia "la cultura non è mai troppa", così ieri sera ho navigato un po' in internet per approfondire e, tra altre cose, mi sono imbattuto in "The Kid Auto Race at Venice" (1914), per il pubblico italiano "Charlot si distingue", che è il secondo cortometraggio di Charlie Chaplin e il primo in cui appare nei panni del personaggio del vagabondo, destinato a diventare celebre in tutto il mondo. La regia è di Henry Lehrman.

Tarantino si diverte a fare il cowboy

Venerdì scorso io e il socio di 'rofum Depa ci siamo diretti verso la multisala del Porto Antico di Genova incuriositi da "Django Unchained", ultimo film di Quentin Tarantino, omaggio al film "Django" di Sergio Corbucci, interpretato da Franco Nero e considerato una pietra miliare del genere spaghetti western.
La sceneggiatura è molto valida e appassionante e, secondo me, il regista del Tennessee ci ha sballato di brutto a girare un western "alla sua maniera". 

Vivere una favola

Ieri sera ci siamo tutti rinchiusi nelle nostre tane, visto il freddo devastante piombato su Genova. Io ho deciso di trascorrere questa serata divanosa riguardando il film che, secondo me, rimane ad oggi il miglior lavoro di Tim Burton. Il regista di Los Angeles ama inventare e raccontare favole, ma in "Big Fish" la sua creatività è andata oltre: invece che raccontare la storia di un personaggio "favoloso" nel mondo reale, rende "favolosa" la vita di un uomo "normale"...
Edward McGregor è il protagonista di questa ottima pellicola del 2003, una favola moderna che regala allo spettatore momenti romantici, di avventura e drammatici.

Tess non molla più...

Ieri sera, allo Spazio Oberdan, è stato proiettato il decimo film del regista nato a Parigi, scappato a Cracovia (braccato dai nazisti) e, finalmente, approdato a quella Scuola Cinematografica di Lodz che gli diede la possibilità di incanalare la propria arte. "Tess", di Roman Polanski, è un film del 1979, tratto dal romanzo (quasi) omonimo di Thomas Hardy, e racconta l'"epopea" di una ragazza della campagna inglese di fine '800.

Gli ultimi panni sporchi di Mario


"Panni sporchi" del 1999 è un film che ho deciso di guardare per più di un motivo. Intanto è l'ultimo film (corti e documentari esclusi) del maestro Mario Monicelli (ops…il penultimo…oramai…), in più fu dichiarato di "Interesse Culturale Nazionale" dal Dipartimento dello Spettacolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e infine, dopo il saluto di Depa con un “commento” alla recensione del geniale “Storia d’amore e d’anarchia”, volevo rendere anch’io omaggio alla memoria della recentemente scomparsa Mariangela Melato, protagonista, insieme a Michele Placido e tanti altri noti attori, di questa interessante e frizzante commedia.

Rasta e basta!

Serata di grandi emozioni e vibrazioni positive a ritmo di reggae, in sala Ninna, grazie al film documentario “Marley” (2012) diretto da Kevin McDonald e prodotto da Charles Steel.
Il fatto che la religione Rasta abbia sempre goduto di grande ammirazione da parte del sottoscritto è noto a tutte le persone che mi conoscono e questo documentario sulla vita di Bob Marley, il più grande profeta di questo credo che sia mai esistito, è una “chicca” assolutamente imperdibile per tutti gli ammiratori del Rastafarianesimo come me e una possibilità di farsi un po’ di cultura sull’argomento per chi lo conosce solo superficialmente.

Rossellini e la Bergman fanno faville

Giornata di grande cinema quella di oggi. Dopo un Cukor da applausi, altro filmone da vette cinematografiche irraggiungibili, per altezza e potenza. Il secondo film è addirittura esplosivo: "Stromboli terra di Dio" (1950) è un film pietra miliare del neorealismo italiano, regalatoci da un Roberto Rossellini innamorato più che mai della terra (quella che si può stringere nelle mani), della gente e della "sua" incantevole Ingrid Bergman.

La casa a gas di Cukor

Questo pomeriggio, al solito Spazio Oberdan (forse un po' più freddo), ho avuto la fortuna di imbattermi in un film grandioso. Il regista newyorkese George Cukor fa la sua seconda apparizione sul 'Rofum ("Scandalo a Filadelfia") in veste elegante ma sportiva, con in mano un regalo-film che è un gioiello di perfezione: "Gaslight" (in italiano "Angoscia") è un film del 1944 e vi consiglio di recuperarlo.

Nuovi ladri di biciclette belgi

Ho aspettato di rivederlo, dopo più di un anno da quando uscì nelle sale, prima di buttare giù le mie impressioni su "Il ragazzo con la bicicletta". L'ultimo lungometraggio dei fratelli Dardenne mi emozionò, mi commosse, mi entusiasmò quando lo vidi nel Marzo del 2011 e ha fatto il bis la settimana scorsa, all'inaugurazione della sala "Vecchia" di via Padre Semeria, chez Mignox.

Dai Billy, in effetti un po' bugiardo lo sei...

Sempre qualche settimana fa, in nome di quel "Free Cinema" che ci esaltò con il fragore del "servo di Losey", io ed Elena ci siamo recati in pellegrinaggio allo Spazio Oberdan per omaggiare un altro celebre esponente della nuova corrente che, negli anni '50 e '60, squarciò le pellicole d'Oltremanica. Peccato che "Billy il bugiardo", di John Schlesinger, pur essendo girato nello stesso anno di quel filmone di cui sopra (1963), a tratti pare avere molti meno anni, un ragazzino immaturo...in altri pare quasi un vecchio raggrinzito.

La Grande ma non ultima di Renoir

Qualche settimana fa, prima dell'inizio della fine del 2012, mi sono diretto verso lo Spazio Oberdan per vedere un film il cui titolo è roboante sulle teste dei cinefili: "La grande illusione" è un film del 1937, di Jean Renoir. Celebre per l'elegante tratteggio dei due lati della guerra, quello freddo e quello umano, se esiste.

A Scola di relazione tra padre e figlio

La mia testa è ancora abbastanza “abbottolata” dai festeggiamenti per la fine dell’anno, ma proverò comunque a scrivere qualcosa di sensato su questo piacevole “Che ora è” di Ettore Scola, datato 1989, che ho visionato ieri sera.
In ricordo della nottata trascorsa in giro per uno stranamente divertente e non eccessivamente affollato centro storico genovese, vestito a festa per capodanno, do ancora un po’ i numeri: sesto e penultimo appuntamento in sala Ninna con la filmografia di Massimo Troisi, terzo film nel quale l’attore partenopeo venne diretto dal regista di Trevico e secondo che questo succede in coppia con l’allora ormai vecchio, ma ancora in gran forma, Marcello Mastroianni.