Burton e l'aldilà che vale

Ieri sera, in sala Uander, è ritornato a farci visita Tim Burton. Sotto le vesti di pupazzi animati da tecnologie avanzate varie e, soprattutto, dalla fantasia degli autori (alla regia anche un Michael Johnson, scegliete voi quale). "La sposa cadavere" è del 2005.
Visto in Blue-Ray (e so che anche Tim avrebbe apprezzato), il film mostra ancora di più la propria pelle fresca di cadavere fantastico. L'alta definizione copre lo schermo, raccontando una storia parallela a quella narrata dall'affascinante fiaba.
Non un intreccio complesso, certo, ma dipanato in un mondo fantastico ricco di personaggi (il mio preferito è lo scheletro dandy coi baffetti) e dettagli originali. Tutto teso a dimostrare che, forse forse, il vero mondo oscuro e tetro è qui da noi, mentre laggiù, a ben vedere, è un pullulare di colori accesi e sentimenti autentici. Un po' il comandamento del regista statunitense (ex Disney). Più che la morale di turno, infatti, c'è il disgusto verso falsi valori che si aggirano come zombi su questa terra e il rimpianto per il fatto che altri valori, più alti e appaganti, sembrino morti e sepolti.
Tecnica e atmosfera.
(depa)

1 commento:

  1. I sentimenti in gioco sono quelli classici della favola e alla fine a trionfare, come sempre e come si conviene per il genere, è l’amore, ma la figura di Emily, la “sposa cadavere”, è molto originale e affascinante: una protagonista bella, ma “rifiutata”, innamorata, ma non corrisposta, che però, nonostante ciò, ne esce vincitrice in quanto esempio d’amore e altruismo, sacrificando il suo “vissero felici e contenti” per regalarlo alla vera, seppur messa in secondo piano da lei, “principessa” della storia. Concordo con quello che ha scritto Depa sul fatto che Burton vuole mostrare “il (suo) disgusto verso falsi valori che si aggirano come zombi su questa terra”, ma io ci vedo anche questa “morale” nuova rispetto alle favole “classiche”, molto valida e interessante perché educa, appunto, all’accettazione serena del rifiuto e all’altruismo come giuste strade da percorrere in questi casi.
    E meno male che è (anche) una così detta “favola per adulti” perché non sono di certo i bambini ad aver bisogno di questi input…
    Ad ogni modo, questa pellicola offre soprattutto un’ora e mezza scarsa di relax grazie a belle animazioni, personaggi spassosi e buona musica, nella quale spiccano le ottime suonate di piano e il coinvolgente brano “moriremo tutti”! :)

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