Alla violenza senza la violenza

Ed eccoci all'ultimo film della rassegna milanese "Le vie del cinema", dedicata a Leoni e Pardi, cui ho assistito. Si è chiuso in bellezza, per fortuna. Non a caso, il film non proviene dalla Mostra Internazionale Cinematografica di Venezia, inconcludente quest'anno. "In fiore" viene dall'Est (vincitore "Cuore d'Oro", non quello Crispo, quello del Festival di Sarajevo). E' un film georgiano, diretto a quattro mani, Nana Ekvtimishvili (esordiente georgiana) e Simon Groß (tedesco, al secondo lungometraggio). Per me una delle poche pellicole interessanti viste in questi 10 giorni.
Il film è stato proiettato "a sorpresa", per aver vinto il Premio del Pubblico al Milano Film Festival. Concordo con quel pubblico. "In bloom" ha le sembianze di una pellicola matura, altro che esordio. Non solo per la fotografia (presa in prestito dal collaboratore di Mungiu, Mutu), che ha il freddo fascino grigio blu della pura Georgia, altro che Romania. Una storia raccontata con durezza e qualche attimo di tenerezza, a rendere il contrasto tra le tenaci ma sognatrici ragazze in fiore e i maschi e tutt'attorno, ancora più forte. Terra lontana di guerrieri ormai ridotti alla fame. Con mitra, prepotenza e codardia, possono superare donne, anziani e bambini. Ma sono in fila anche loro, poco cambia. La Georgia post URSS pennellata da fotografia e interpretazioni notevoli (le due giovani protagoniste su tutti, Lika Babluani e Mariam Bokeria). Ma sono regia e sceneggiatura ad alzare questo lavoro oltre la media, invero mediocre, raggiunta dagli altri visti in precedenza. La m.d.p. segue con disinvoltura i movimenti dei protagonisti (plasmando caratteri e ambienti familiari, scolastici e di strada che convincono) senza arzigogolare, in maniera asciutta, tanto è tutto lì, messo sul tavolo da una sceneggiatura intelligente che non gioca facile. Solito mio gioco: se dopo l'emozionante e angosciante ballo (quanto sale, in quegli attimi, la temperatura che ghiaccia i cuori!) ci fosse stato il suicidio? D'altronde, una pistola non protegge: ammazza. Ciò non accade e la pellicola racconta la sua storia, realistica e vergognosa, ma non senza speranza.
Voto: 8.
(depa)

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