Eh già, "Dio ti benedica!"

Ieri sera, in sala Negri, è stato proiettato un film di cui mi hanno parlato più volte papà ed Elena, pellicola in sintonia, tra l'altro, coi banchetti che la tradizione di questi giorni impone ad ogni tavola ben apparecchiata. "Il pranzo di Babette" è un film danese del 1987, scritto e diretto dal quasi centenario Gabriel Axel, di cui si apprezzano eleganza e ironia.
La trama è rappresentata da una favola dai toni garbati e, appunto, ironici (il povero ufficiale, afflitto da un piccolo problema digestivo). Il regista fece tesoro degli insegnamenti di maestri del cinema danese (tempi e luci), liberando le briglie dei restringenti dogmi religiosi mediante una leggerezza che addolcisce ma, anche esalta le contraddizioni della piccola società raccontata, assimilabile, quanto ad ipocrisia e meschinità, a qualunque altra.
Il pranzo del titolo è una vera esplosione, che porta nello sperduto paesino dello Jutland uno scompiglio, per certi versi, comprensibile (ci sono attimi in cui siamo tutti con loro, uniti contro quella diabolica cuoca senza pietà). Ma che piatti! Somma invidia, sì, anche per quei cretini dalla vista che copre qualche centimetro. Se è per banchetto così, con quei vini...Io credo! Sono un credente, anzi, sono il generale!
Tutto bello, affabile e grazioso, poi ci si reca in salotto per l'ultimo prezioso bicchiere digestivo. Ritorno in me e, post sbornia di sapori, provato ma con stile, concludo che si è trattato di una pellicola "delicata", come si suol dire, non così indimenticabile.
(depa)


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