Senti, Buster...

Qualche sera fa ero a Savi da mia madre e, dopo un’ottima cena, ho buttato su un Buster Keaton. “Senti, amore mio” (The Three Ages), conosciuto anche come “L'amore attraverso i secoli”, è un medio metraggio del 1923 interpretato e diretto dall’artista statunitense, con la collaborazione alla regia di Eddie Cline.
Pellicola che scorre bene, ma i momenti di comicità esilarante a cui mi aveva abituato Buster scarseggiano, così come l’emozione romantica che il genere suggeriva.
Il primo terzo, introducendo una love-story speculare in tre epoche diverse, viaggia su ritmi decisamente blandi. L'omino dall’espressione languida, che a noi ‘rofumanti fa tanto spaziare soprattutto quando diventa volante, non decolla, almeno fino a metà film quando balza in groppa a un cameriere e la prima gag, un po’ tardi, viene servita. Da quel momento in poi il ritmo e l’intensità aumentano, i momenti comici sono più frequenti, le qualità d'acrobata di Keaton sono dunque di nuovo in primo piano atte a far ridere o strabuzzare gli occhi lo spettatore e l’obbligato lieto fine con scenetta divertente sulla scritta "The End" c'è.
Tuttavia, tirando le somme, il tutto risulta sottotono al confronto con altre sue viste e analizzate in passato.
(Ste Bubu)

1 commento:

  1. Le sue celebri doti acrobatiche, è vero, sono esibite a bocconi, ma alcune chicche ci sono (il salto coll'asta ai tempi dei romani, per esempio). Ma il film ha le vesti di un film già moderno; il montaggio nella sequenza della fuga sui tetti mostra una cura e un risultato sorprendenti.
    Inoltre la creatività è tanta: la lettiga di ben pochi cavalli (il mulo ahaha), la targa, il casco, il cane di scorta. Infine, secondo me, il tema dell'amore è raccontato con ironia e passione (a tutte le epoche, il più nobile sentimento ha dovuto lottare con forze esterne), come riassunto nella sequenza finale, sulla moglie trascinata ma contenta...
    Mentre ringrazio Bubu per questi stimoli eccezionali, confesso di essere gay: amo Buster.

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