Il caso...di sempre

Week end lavorativo, torna in ballo la sala Negri. La VHS inserita è quella n° 20 della collana "I capolavori italiani" distribuita da "L'Unità": "Il caso Mattei" è un'altra rigorosa ed affascinante indagine filmata di Francesco Rosi, datata 1972, dieci anni dopo la nebulosa morte dell'altrettale figura dell'industriale (quindi politico) marchigiano, interpretata dal solito ineccepibile, travolgente Gian Maria Volonté.
La sequenza iniziale è un marchio della stile Rosi: cinema dal taglio giornalistico con un montaggio elegante quanto efficace, narrazione realistica magistralmente snocciolata utilizzando tutti gli strumenti dialettici della "Settima". Questo mio arzigogolo di parole vorrebbe tentare di evocare il fascino di una ricostruzione che incatena allo schermo, solida e scorrevole. La storia, ancora una volta, è quella di frammenti d'aereo così distanti da non permettere l'ipotesi di uno schianto accidentale. Enrico Mattei, non è questo il luogo per dilungarsi in considerazioni personali, viene descritto con connotati positivi, per lo più, lasciando intendere una qualche concessione morale, obbligatoria in un mare di squali ricoperti di nero petrolio. Ma che la complessità sia stata resa con grande ricchezza di sfumature, è innegabile. Sì, affiora anche una certa rabbia per la morte di un uomo che, indiscutibilmente, ebbe la madornale idea di disturbare senza paura i centri del potere, quelli veri. Quelli che possono colpire, sempre, impunemente. Mattei senza scrupoli, fin di bene, fin di male ("al di là del"?), pro Stato Italiano, pro conti correnti di qualcuno...Questa pellicola ne dipinge contorni chiari e puliti, almeno nella prima parte (quella della "scalata"). Poi anche la persona, sempre nitida, anche nei toni più scuri. Tant'è dove stanno i soldi, c'è del marcio. C'è il lavoro, anche; evidentemente sovrastato da una massa indefinita di interessi economici che possono ammazzare. Potere che glorifica e uccide la pedina di turno ("come Giulio Cesare"). Giochi infami sullo scacchiere energetico del pianeta. Tutto narrato coi suggestivi monologhi di Volonté, sulla chiatta, nello studio, nel deserto. L'anima va istintivamente al pitbull, dei due, che subisce. Bellissima sequenza del decollo, l'ultimo, e finale da manuale (capitolo voce fuori campo). Da non perdere.
(depa)

1 commento:

  1. Toh, proprio ieri mentre scrivevo, sarà stato il mio "celebre lato settimino", ancora una vicenda di aerei, di petrolio, di morte. Questa volta un francese simpatico ai russi (chissà), meno ad altri...
    Che bello vedere che la storia ci rassicura, nei secoli. E che occhi e bocche rimangono chiusi (dei morti e, peggio, dei vivi) dinanzi a sua Maestà Denaro.

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