L'amore che scotta

E' passato un po' di tempo dalla visione di "Le verità su Bebé Donge" (in italiano diffuso anche come "La follia di Roberta Donge"), pellicola diretta nel 1952 dal francese Henri Decoin e, recentemente, rispolverata dalla Cineteca di Bologna. Uno sguardo indietro a ripercorrere i perché di un amore finito male, col doppio volto di Jean Gabin e Danielle Darrieux, di fascino e di mistero.
Il film parte con un flashback doloroso, persino mortale. Lo stile registico oppressivo, con scarso respiro per i personaggio in gioco, è l'unico possibile, i minuti contati obbligano a non perdere tempo. Le carrellate avanti e indietro tolgono il fiato e impediscono inutili riflessioni, mentre lo sfoggio di recitazione accademica anni '50 impatta con lo stile schietto ed audace di Gabin e con una vivace sceneggiatura sull'amore che infiamma la paglia, quello del fuoco fatuo che sgomenta e null'altro.
Tratto da Simenon, è interessante perché ci da uno scorcio di costume e cinema dell'epoca; ma il gioco a ritroso, seppur avvolto da oscure ombre, non credo spiazzerà nemmeno gli spettatori più ingenui. Provate.
(depa)

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