Ecce l'italiano

L'ultimo film visto in un cinema milanese (l'Oberdan è un tempio) è stato "Italiano medio". Assiemte al mitico Ale, dopo un aperitivo davvero cool nel bar più fico di Porta Venezia (via Melzo, dal finissimo, come si chiama più?...grande). Regista, interprete e autore è Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda, vastese classe '78; re incontrastato della comicità underground e fast food...

...perché fa ridere tutti, acuti e cretini, incazzati ed assuefatti. Conta poco capire a quale categoria ciascuno, me compreso, ritiene di appartenere. Le maschere di Maccio, come molti illustri predecessori, livella gli spessori, pagando più il dazio, forse, che trarne vantaggio, di esistere in un'epoca che di ironico conserva poco, disseminata com'è di pervicace stolidezza, hogan, masterchef e zoo di 105, ogni cosa al proprio posto. Ci si vergogna quasi di ridere assieme agli altri. Eppure le trovate di Maccio, seppur figlie della generazione Gialappa's, hanno forza e riscontro. La forza del tizio accanto. Basta voltarsi per chiedersi se siam vivi. Il quadro, soprattutto se metropolitano, è avvilente; tanto vale riderci sopra. Qualcuno ci fa i soldi e con questi si compra la Canalis. Altri han preso ben altra salita: scortati da una non vita non più per se, per la vita (buttata) di altri (persi). Il rischio che qualcuno fraintenda, che rida nella direzione sbagliata. Perché, se è vero che Giulio Verme di giorno fa sorridere, è di notte che fa cagare. Anche qui il revisionismo, no, dai. Ma va bene così. Sarebbe eccessivo e fuori luogo chiedere di più. "La strada è dei macchinoni!". E' dura ma è così. Ognuno può vederlo coi propri occhi. Senza il minimo bisogno di notare che: anche l'ultima parola dell'ultimo film dell'ultimo regista fu..."Scopare".
Maccio, assieme agli inossidabili faccioni di cui si circonda (ma dove cappero li scova?), produce chicche che ci parleresti per intere pause pranzo. Da non perdere i suoi corti sparsi per la rete; anche sul lungo, con qualche sosta
spritz, regge l'impegno. Eh ma percheeé, su questi nostri tempi, ci si potrebbe sbellicare per milioni di minuti; Elena, Ale ed io, infatti, siamo già avanti di qualche giro. Magari, però, tra risata e l'altra, una pietra...no?
L'avresti mai immaginato, Ale?...Grazie della serata, vienimi giù a trovare.
(depa)

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