Pulizia e rogna

Altro lunedì pomeriggio in pellicola, ieri sera, all'Altrove; su letto di commedia italiana, con glassa di Sordi e De Sica. Proseguendo lungo il tragitto indicato dalle visioni precedenti, ancora una volta sono il perbenismo vuoto e l'ipocrisia di facciata a far da scenario: "Il moralista" è un film del 1959, diretto dal romano Giorgio Bianchi, in cui Sordi si fa più rigoroso e viscido che mai.
Giorgio Bianchi è già passato per il Cinerofum, ce l'ha accompagnato Bubu, in occasione di "Che tempi!". Un regista portato per la vivace commedia nostrana. Sa quando stringere o allargare sui protagonisti, quando è il caso di far risaltare gli occhi stralunati del protagonista o di coglierne le strambe movenze caricaturali. Sa accarezzare le gambe di una seducente italiana (Mara Berni), così come la schiena di un'austriaca mozzafiato (Maria Perschy), o cogliere il fascino robusto di una possente tedesca (Christiane Nielsen). Non si lascia sfuggire un'espressione della magnetica Franca Valeri, insegue tutti i maturi ed ironici gesti di Vittorio De Sica. Ne risulta un film molto piacevole, con un Sordi del tutto particolare, "caricato" al massimo, con una mimica che deve averlo divertito parecchio, oltre a quelli intorno a lui ("Bene-grazie-arrivederci!").
Mi piace quest'"arte visiva e plastica" che mette a nudo le enormi incongruenze di qualunque società. Date le risate, io il prof. Sini ringraziamo la Cineteca Griffith e i curatori della "Intolerance" per l'invito.
(depa)

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