Cinema è tutto

Il Cinerofum si ciba di tutto ciò che tratta di Cinema. Per questo motivo, quando Baracca ha proposto la "Lezione di cinema" di Werner Herzog, la sala Valéry s'è immantinente spalancata. Sette incontri, realizzati durante la Viennale 1991, nei quali il regista tedesco affresca i molteplici aspetti che sottendono all'arte cinematografica: astuzia, determinazione, fantasia, illusione, ambizione, tecnica. Ne risulta un percorso coinvolgente, in cui parallelamente al fascino per la settima arte, s'accompagna l'ammirazione per un autore che, al di là dei gusti personali, incarna molti degli aspetti sopra elencati.
Herzog sceglie un ospite per ciascun incontro, comunicandoci, proprio con questa scelta, molto della sua idea di cinema. Cinema come arte magica che va molto al di là della celluloide e della tecnica su come impressionarla. Nell'accogliente "aula magna" improvvisata (pare di essere in un capannone dell'Oktoberfest), si susseguiranno equilibristi e prestigiatori, drammaturghi e registi, giornalisti e cosmologi. Dei primi, un regista dovrà succhiare la spregiudicatezza e la cura dei dettagli; dai secondi un autore capace dovrà apprendere l'arte di distrarre, convincere e ammaliare. Dai restanti, l'apprendista regista dovrà imparare, innanzitutto a servirsi della loro collaborazione, in secundis a perfezionarsi giorno per giorno nell'arte del racconto e dell'allestimento scenografico...via così sino ai confini tra cinema e tutto il resto. Spettacolare la lezione col funambolo Philippe Petit (attraversamento clandestino dello spazio tra le Twin Tower, lezioni di scasso...), emozionante quella col drammaturgo Peter Turrini. Anche le lezioni in cui si avvertono lievi cali (il cosmologo m'è parso un po' sballottato), ne guadagnano in autenticità e immediatezza. In ultima seduta, succulente considerazioni tecnico-artistiche, tratte dalle esperienze personale del regista bavarese (e di alcuni suoi colleghi, come i fratelli Taviani, letteralmente osannati dallo stesso); chicche tra cui spicca il mitico ingresso con rotazione alla Kinksi, capace di unire necessità e poetica. Il Cinema, appunto, restituito come amalgama straordinaria tra sogno e realtà, inventiva e tecnica.
Non mi resta che caldeggiare questa ottima proposta di Barabba.
(depa)

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