Terra che vieni, amore che vai

Ieri sera, come ai vecchi tempi (cioè la settimana scorsa), sono corso causa ritardo cronico genetico atavico cosmico in un cinema che mi tenesse compagnia. Tra le pellicole in programmazione nei cinema di Genova, ho adocchiato una sceneggiatura di Nick Hornby, di cui mi fido: "Brooklyn", diretto dall'irlandese John Crowley (Cork, 1969), è una piccola storia d'amore e distacco, la cui semplicità mi ricorda le parole del grande Cruijff, scomparso una settimana fa, riguardanti il gioco del calcio...

SOS per Spike

Lo sapete com'è, il Cinerofum, quando si fissa su un soggetto. Con la complicità di Elena che insiste sui serial killer, non si lascia sfuggire l'opportunità di scoprire un altro pezzo di Spike Lee: "S.O.S. Summer of Sam" (sottotitolo: "Panico a New York"), del 1999, è un thriller sconclusionato di rara inutilità. La bruttezza poi... Scrivete qui sotto un buon motivo per ritenere questa pellicola degna di nota  (in rete trovate suggerimenti vari).

Lui o no boh

In sala Valéry ieri sera il periodo pasquale s'è concluso cinematograficamente; se anche degnamente, proverò a scriverlo adesso. Nello scartabellare i titoli a disposizione, Elena ed io ci siamo arrestati alla F di Fincher, David, che nel 2007 diresse un thriller pedissequamente aderente all'indagine condotta (complessa, tenace, inconcludente): "Zodiac" brancola un po' dietro al serial killer in perpetuo vantaggio di qualche month o year later...

Little Extracomunità

Pasqua in famiglia. In sala Valéry, la sera, in barba ai voleri del detto: pasqua in famiglia. Tutti gli affiliati presenti: "Quei bravi ragazzi", gangsta-movie diretto da Martin Scorsese nel 1990 e divenuto paradigma del genere, racconta di Cicero e della sua cosca, italoamericani mai cresciuti, bulli di Brooklyn sulla falsa giostra del delitto che, al contrario di quanto intitola il romanzo da cui, non paga...

Tragicocaine

Altro DVD proveniente dalla teca del Benza. Boom. Sin dalle prime note di Giorgio Moroder, la fame di soldi, di potere, di rivalsa che spinge Tony Montana a prendersi "tutto il mondo e ciò che c'è dentro", il crimine scagliato a folle velocità porta lo schianto in sala Valéry: "Scarface", quello di Brian De Palma del 1983, scritto duro da Oliver Stone, è adrenalina da illecito pura al 100%, non tagliata con distrazioni rosa o diversivi puliti. Botta micidiale, fosse mai smaltita, sarebbe comunque la fine, il vuoto.

"Ricordi sbocciavan le viole..."

Ciao 'rofum, com’e’? Non e’ cheeeeeeeeeee…  potevo ripartire con un Welles o un Fellini, otherwise, ieri sera, in sala Porty Hostel, ho rivisto un filmetto che continua a convincermi e sul quale sono curioso di conoscere l’opinione del direttore. Una commendia italiana a mio parere frizzante, dai tempi giusti, alcune battute e sketch sono veramente esilaranti e non manca qualche spunto di riflessione buttato li’ non eccessivamente a caso. 
Una commedia romantica che fa ridere e commuovere.
Questo, a mio parere, e’ “Ex” del 2009 firmato da Fausto Brizzi.

Noi, "l'orrore"

La sala Valéry ogni tanto rientra nei ranghi e compie il suo dovere: "Apocalypse now", grandioso film sulla guerra, non di guerra, diretto da Francis Ford Coppola nel 1979, deve stare qui tra le pagine del 'Rofum. Esperienza cinematografica completa, allucinante affresco sulla follia umana, di cui la guerra è solo un'escrescenza, seppur la più purulenta.

Woody infila penny

Dicono che i genovesi ci mettano un po'. Ad aprirsi, intendo. Meglio tardi che mai ed è così che il Cinerofum, ufficialmente trasferitosi sotto la Lanterna un anno fa, soltanto ieri sera ha potuto inaugurare una nuova sala nel capoluogo ligure. Sala Charlie, quindi, a dieci metri da piazza del Carmine. Presenti alla serata di gala: Benza in qualità di ospite, Barbara, Elena, la Gigia (bau!), Genna ed io. In programma un Woody Allen del 2006, nel pieno del periodo british del regista: "Scoop" racconta due misteri, un omicidio irrisolvibile e un 71enne inarrestabile.

I Love Cinemondo

Martedì scorso sono andato al City per l'ultimo dei Fratelli Coen. Mi farebbe piacere che qualcuno che bazzica sul 'Rofum andasse a vedere "Ave Cesare!", così da sapere un po' che ne. Bizzarria geniale o accozzaglia sbagliata? "Un minuto stavo bene, un minuto stavo male" diceva un vecchio lupo di Molassana; ora sembra prevalere un acume fuori dai canoni della maggioranza delle produzioni cinematografiche, ora la più classica ironia senza pretese. Arduo stabilire se il discorso alto, impostato dai due Fratelli, non passi attraverso alcuna caduta di tono o, come dice Marigrade, nessuna insistenza. Ma ancora Lei prosegue (e "noi con Lei"): "avercene".

Peggio non morire

Poi la serata dedicata al genere horror è continuata con il celebre "Nosferatu - Il principe della notte", del 1979, scritto e diretto da Werner Herzog (con la collaborazione della ditta Stoker & Murnau). Elena ed io sprofondando nella pura atmosfera del terrore: lentamente discende la peste dalle cupe e aguzze vette dei Carpazi, col disperato dolore di Klaus Kinski che, incazzato bianco, non può morire...

Chi babà balbetti

Che paura lunedì scorso, al Teatro Altrove, in quel rovo di pietra che è l'intorno di via della Maddalena! La prima proiezione del filone dedicato al genere horror è stata "Onibaba - Le assassine", pellicola del 1964 diretta dal giapponese Kaneto Shindō (morto centenario nel 2012) che è una classica allegoria, tutte le unità rispettate, sui malsani acquitrini della natura umana.

"L'ultima volta che vedo Genova"

Invece ieri sera solo con Valéry. La sala. Il Cinerofum a guardare. Uno sguardo attorno si posa sempre su di un film. Il DVD a prevalenza azzurra di "Le invasioni barbariche", pellicola del 2003, permette di far accomodare in sala Denys Arcand, regista canadese classe 1941. Prego, Denys, siediti dove ti pare: davvero bello il tuo piccolo grande film...

Porno-carpa

Lunedì scorso è stato "Erotico" al Teatro Altrove, come già scritto. Il secondo appuntamento in 35mm è stato con Shōhei Imamura (1926-2006), regista cresciuto dai grandi autori della Terra del Sol Levante, ma deciso a scuotersi la polvere reverenziale di dosso per partecipare alla Nuova Onda giapponese. "I pornografi: introduzione all'antropologia", del 1966, colpisce per spregiudicatezza e convince per bellezza. Mix d'orrore e ironia, che in effetti viene sempre bene agli artisti che vengono da laggiù. Da vedere.

Corpo d'arte impazzito

Le preziose proiezioni in 35mm del Teatro Altrove di via della Maddalena (in realtà piazzetta Cambiaso) questa volta offrono una serata "Erotica". Filone nel quale viene fatto rientrare un film che vibra i colpi del corpo femminile e del suo desiderio, frammisti da sempre a quelli di arte, vita e morte. Lunedì scorso, "La femme publique", del 1984, mi ha fatto imbattere in un regista incontrato poco tempo fa, il polacco Andrzej Żuławski, e in una giovane donna che tutto travolse.

Clero senza cloro

Toh. Curioso come, nello stesso periodo, il cinema vada spesso ad affrontare le stesse tematiche, anche a migliaia di chilometri di distanza. Forse perché certe sono globalmente e orrendamente attuali, chissà. Nel mio piccolo, mi sono limitato a seguire la segnalazione di Marigrade che, in una delle sue rare serate libere, m'accompagna al City: "Il club", film cileno del 2015 diretto da Pablo Larraín, è un altro colpo assestato ai dannati della Chiesa (non dalla); non più boxe anglosassone, bensì arte marziale dal sapore orientale, più spirituale e lontano da tempi e luoghi; non meno devastante.

Chiesa all'inferno

Tra la vittoria all'ultima edizione degli Oscar e le roboanti locandine ("Di gran lunga il miglior film dell'anno", ma come diavolo...?!), io ed Elena abbiamo avuto ben poche chances di scansare "Il caso Spotlight" , diretto da Tom McCarthy. Niente di grave, poiché questo ottimo film d'inchiesta ha meritato i riconoscimenti, grazie all'ottima caratterizzazione dei personaggi e al ritmo elevato, che poi è quello della scalata alla verità, quindi della rabbia.

Altri tentativi possibili

Attirato dall'impianto pubblicitario chiaramente "fai da te" (locandine appese qua e là in quelle bacheche uniche che sono i muri della mia città) e dal sottotitolo che promette un po' di sale in zucca ("Un inno gentile alla disobbedienza"), mi sono diretto verso il Sivori dove in questi giorni viene proiettato "Unlearning", documentario ideato e vissuto da Lucio Basadonne e famiglia, che propone uno stile di vita alternativo, tra nuove tecnologie e vecchie filosofie. Niente da obiettare sul messaggio di questo doc, low budget per coerenza, che condivido.

Gravità del ricordo

Il cinema è così. Può capitare di sedersi, pronti e convinti della visione, per poi accorgersi che non si tratta di quel film. Prodigi della tecnologia e dell'ignoranza. George Clooney c'è, gravità pochissima, direi. Ma della Bullock, nonostante le mie assicurazioni ad Elena ("Tranquilla, ora arriva"), nemmeno l'ombra. Una rapida indagine ha sentenziato: "Solaris", del 2002, diretto da Steven Soderbergh. Ispirato a quel pianeta vicino al quale tutto può succedere (dall'omonimo romanzo polacco), questa pellicola ben sintetizza alcuni dilemmi fantascientifici e non solo.