In vita fuori dagli Stati

Periodo di documentari. Spopolano. Si può parlare di moda (i cinema non ne sono mai stati così affollati). Non che dispiaccia a noi del 'Rofum, l'importante è non perdere di vista anche la storia...del cinema. In piena crisi europea, economica e d'ideali (...), nelle sale in questi giorni "s'aggira uno spettro", il documentario "P.I.I.G.S.". Diretto da Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre, e tirato su da chi ce li aveva (crowdfunding), è una bella botta, anche se tardiva, al cerchio di stelle dorate. 

Il documentario, purtroppo o no (chi lo sa?), non si presenta solidissimo, scorrendo veloce in superficie, sino a quando cita fugacemente Keynes e Milton (che deve morire più ammazzato del primo). La sensazione, con l'avanzare del film, è che gli autori e il loro codazzo si siano prefissati di raggiungere a tutti i costi il proprio scopo: spingere a rivedere l'assetto economico europeo. I partecipanti ce la mettono tutta per ricordare come la voracità di banche e stati divori Welfare, organi assistenziali, coop.ve sociali, etc... Evidentemente qualcuno non lo sapeva. Per palesare il bluff dei potenti, una carrellata di facce da schiaffi cui ormai siamo abituati (a tutti i livelli, tutti coinvolti, chini: "Può essere tutto o può essere niente").
Tant'è, sino a quando si attenderà che l'istituzione Stato (o una banca) porga una mano verso il popolo, la vedo dura ad ottenere alcunché. Debito pubblico? Moneta di valute diverse? In un modo siamo salvi, nell'altro si va a rotoli? Bah...siamo messi male. La vera vita un puntino lontanissimo nel tunnel. Esistenze disperate che sognano la felicità di "un inserimento", quando la soluzione sarebbe proprio restarne fuori, disobbedire (perciò concordo col ragazzo che si rifiuta di iscriversi al gioco). Il doc scorre angosciato, senza musica, ribadendo pure la sacralità delle costituzioni, tra cui "quella italiana è la più..." (la hit da qualche estate, nonostante queste straordinarie parole scritte vengano tradite ogni minuto), testi aurei degli stati borghesi che non debbono essere modificati affinché i potenti lo diventino di più. "Abuso di democrazia" non è che la normale evoluzione: democrazia 2.0.
Un po' tardino per uscire con dettagliate analisi sulla moneta unica. Mi ricorda il valzer delle leggi elettorali, che tanto danno da lavorare a giornalisti ed appassionati d'area break: panacea, disastro, genialata, vaccata: possibile che l'illuminazione giunga sempre dopo? (un po' come il tappeto che Elena acquista con grande entusiasmo...sino all'anno dopo). Monti è il risolutore, io grido che è un coglione, vengo etichettato come disfattista (se non sovversivo, incosciente e insurrezionalista, dipende da chi parla), poi si scopre che coglione lo era davvero. Professori iscritti al PD che spiegano disegnando sulla tovaglia il perché del 3% oltre il quale non si può scendere, poi scopri che quel numero se l'era inventato un ubriaco (e le scuse?). Ok che gli autori saranno sempre stati scettici, ma, insomma, alla faccia del tempismo. Quindi non s'illuda nessuno, il film è uscito perché glielo si è permesso...Chi ci mangia ora?
L'unica soluzione non è uscire dall'euro, è uscire. Da tutto ("a me piace bruciare le cose!"). L'unico modo per riappropriarsi di sé è non sapere nemmeno cosa sia una banca, l'austerity, il deficit, lo spread etc. Altrimenti gustiamoci, senza stupore, la beffa di quel grande politico, che col sorrisetto della grande rivelazione, ci sussurra "lo sapevo già" (D'Amato). Sparisci tu e chi t'ha creduto, votato, chi ha sprecato un filo di fiato e un minuto di vita per la tua persona. Io non so nemmeno chi tu sia.
(depa)

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