Taglietto e peluche

Toh, chi si rivede!, "Gli amici del cinema". Dopo due mesi e mezzo si ripresentano con un'ottima proposta legata al contemporaneo "Festival della Poesia". Perché il cinema la sa e può fare. E in effetti Tonino De Bernardi, simpatico ed originale regista d'avanguardia, classe 1937, di ambizione poetica ne ha, portandosi a presso pure risultati notevoli. Come per esempio questo "Rosatigre", del 2000, "fotografato e diretto" dall'autore di Chivasso: un affresco rosanero di una passione logorante, ma viva.

Scritto assieme a Filippo Timi, che ne interpreta anche il protagonista, questo film testimonia mendacemente di un cinema sporco e poco raffinato. Al contrario si tratta di una ricercata concezione estetica e letteraria dell'arte cinematografica, che richiama istinto e verità, sì, ma da cui emergono sensibilità e sapienza coltivate, curate. Come spiegare, altrimenti le affascinanti sequenze del "Prima...a nord", col primo conflitto d'amore, cascante, barcollante, irruento, o del "Capodanno napoletano", con movimenti e flussi degni del migliore Wong Kw (o le fugaci inserzioni di labbra ricoperte di rossobrillante).
Filippo Timi interprete è a disposizione del determinato esponente del cinema underground italiano dagli anni '80 in poi. L'ambizioso attore scalpita, riempe la scena, incastonandosi perfettamente, però, nel quadro complessivo. Quadro rude, materiale, dai tratti sofferenti, ciò nonostante potente e gioioso. Lo spettatore, con sorpresa, si ritrova trascinato da un'autentica notte rosa, un percorso lunga una psiche delle tante, ma poco esplorata. Poiché d'avanguardia?
(depa)

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